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locanda ristorante e bed&breakfast

dicono di noi

Commento dal frantoio per olive Salvagno 

Vinitaly, Verona
11 aprile 2005

“Siete matti a dare il Grignano in tavola perché non lo usa nessuno, a parte
– A Mosca, il Formaggio (il primo ristorante di Mosca)
– A Osaka, il Ponte Vecchio
– 
A New York c’è Tony May
– In Italia, Il pescatore (la Nadia Santini, qualche volta)
– A Firenze, l’Enoteca Pinchiorri (non sempre)
e lo usa sempre LA CA’ VECCHIA!”


da www.cercaristoranti.com

2006

Questo B&B è qualcosa di particolare che non si trova facilmente. È gestito da una coppia che ha passione per la cucina, l’ospitalità ed il genere umano. Parlano fluentemente inglese e infatti hanno ospiti da tutto il mondo. Il B&B è in un posto tranquillo in cui è meglio arrivarci con l’auto per visitare bellissime zone: Pavia, le Langhe, Milano e gli Appenini. Il silenzio è così pacifico che avrete la non comune fortuna di essere svegliati dal gallo. Il vino è sempre all’altezza delle pietanze e la spesa è veramente modica soprattutto se confrontata con la qualità e il prezzo di ciò che si trova generalmente sulla piazza. Tina (lo chef) è molto attenta all’aspetto salutistico di ciò che prepara e insieme a suo marito Ferdinando (che gestisce il vino, i salumi e fa mille altre cose) si sono legati ad una serie di fornitori dei paesi limitrofi per le materie prime. Questo permette di rivalutare molto la genuinità dei prodotti e delle pietanze (io non ho mai mangiato peperoni che non si ripropongono per le successive 12 ore). Le camere sono confortevoli, arredate con gusto e nella tradizione delle case di campagna, ma con bagno privato.


da www.cercaristoranti.com

2007

Cibi ottimi e preparati con ottimi ingredienti, ambiente semplice e rilassante, cordialità ed educazione, prezzi decisamente onesti. Una bella scoperta, lo consiglio.


su www.il mangione.it

2009

All’insegna dell’ “Agnolotto&Bonarda Festival”, che si propone di nobilitare e diffondere l’identità gastronomica delle terre dell’Oltrepò Pavese, decidiamo di cenare presso la Ca’ Vecchia, ristorante che aderisce all’iniziativa. Il locale è ricavato dal recente e sapiente recupero di un’antica e tipica cascina propria di queste zone, che scopriremo nel corso della serata essere il primo nucleo abitativo del paese; parcheggiamo l’auto nello spiazzo antistante l’ingresso e notiamo un pergolato sotto il quale deve essere piacevole pranzare nelle stagioni più miti. Ad accoglierci è il signor Ferdinando che, insieme alla moglie Tina, regina della cucina, gestisce con passione quello che scopriamo essere anche un bed&breakfast; con fare cortese e familiare, ci fa accomodare al tavolo e prontamente ci porta dell’acqua frizzante. L’atmosfera ha l’impronta rustica delle trattorie di una volta: pareti tinteggiate in bianco con inserti e colonne in pietra a vista, tavoli tondi e rettangolari capaci di accogliere poco meno di una quarantina di avventori, sedie in legno, tovaglieria bianca sulla quale è posata stoviglieria semplice ma curata… …La scoperta si è rivelata