Dalla guida "Gli Albeghi di Veronelli 2007":
Nell’Oltrepò Pavese, al limitare del Parco del Ticino, sulla riva destra del Po, la vecchia cascina,che costituisce il primo nucleo abitativo del piccolo paese di Rea, ristrutturata, dispone di ampie e silenziose camere, di una sala comune riscaldata dal caminetto e di una piccola cappellina. E’ d’obbligo la prenotazione. A pochi chilometri, le colline di Casteggio, anfiteatro morenico, rappresentano una forte attrazione dal punto di vista paesaggistico, storico e culturale.
Dalla Guida "La gola in tasca 2007", Edizioni Momboso:
E’ una piccola e vecchia cascina che costituiva anticamente il primo nucleo abitativo di Rea. E’ stata ristrutturata con passione e buon gusto per poter ospitare poche perone e solo su prenotazione, offrendo un’atmosfera di impagabile serenità e una cucina straordinariamente curata nei dettagli, fatta di prodotti sempre freschissimi diversi in base alle stagioni.
Risotti, pasta fatta in casa, primizie provenienti dall’orto di proprietà, salumi, brasato con polenta, pane e dolci.
Gusti semplici e tanta soddisfazione.
E’ possibile pernottare in una delle tre stanze e, al risveglio, godere della sontuosa e familiare colazione con marmellate e confetture di produzione propria.
In estate c’è tanto spazio all’aperto, mentre in inverno si è coccolati dall’atmosfera unica delle diverse salette.
Da provare sia per una cena rilassante, sia come alternativa agli hotel di città, per una breve permanenza di lavoro in Pavia (ci si arriva in un quarto d’ora), per ricaricarsi in assoluto relax.
La cena, vini esclusi si aggira sui 30 euro, il Bed & Breakfast sui 70 euro al dì.
Sempre bravi.
Riportiamo il commento dell'edizione 2004, sempre de "La gola in tasca" in relazione a La Ca'Vecchia:
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"E', per il momento, il locale più esclusivo della provincia. Dalla primavera 2003 la piccola e vecchia cascina di Rea, sulla riva destra del Po, è stata aperta a pochi ospiti con le sue camere accoglienti e le due sale al piano terra, sistemate con sobria e raffinata eleganza, dove si possono consumare, su prenotazione, cene memorabili per la qualità dei prodotti, il garbo della proposta e la maestria della preparazione. Si è ospiti in famiglia, coccolati dai padroni di casa. E'luogo ideale per incontri conviviali di ristrettissimi gruppi e per piccole soste di coppie amanti della tranquillità e del silenzio. Nella stagione propizia è bello mangiare e soffermarsi a conversare nel verde del giardino, sotto al pergolato di kiwi.
Il conto della cena è l'ultimo dei problemi, ma non supera i 30/35 euro. Sarete sereni. Speriamo che il passa-parola non alteri l'impostazione originaria."
Dal frantoio per olive Salvagno :
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"Siete matti a dare il Grignano in tavola perché non lo usa nessuno a parte:
- A Mosca, il Formaggio (il primo ristorante di Mosca)
- A Osaka, il Pone Vecchio
- A New York c'è Tony May e
- In Italia, Il pescatore (la Nadia Santini, qualche volta)
- A Firenze, l'Enoteca Pinchiorri (non sempre)
e sempre LA CA' VECCHIA.
"
Giovanni Salvagno,
Verona Vinitaly, 11 aprile 2005
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